Spot pubblicitario immaginato – Gli assistenti vocali

È passato tanto tempo dall’ultima volta in cui abbiamo cercato di immaginare, con il vostro aiuto, uno spot pubblicitario immaginario (appunto) per uno dei nostri servizi. assistente vocale

Abbiamo fantasticato su una moderna versione di Romeo e Giulietta (potete trovarlo QUI), sofferto il caldo con un ragazzo e il gatto che viveva  da lui a sua insaputa (QUI l’articolo), abbiamo immaginato una storia d’amore tra una lavatrice ed una lavastoviglie e poi… insomma, gli altri articoli sono tutti sul nostro blog. assistente vocale

Oggi, sarà per merito della primavera (ok, fa freddo ma è pur sempre primavera), ma ci sentiamo ispirati e pensavamo di immaginare la sceneggiatura di un nuovo spot pubblicitario immaginato. 

Come sempre, vogliamo portarvi con noi in questo viaggio di fantasia, quindi adesso immaginatevi una bella casa, grande, con delle grandi finestre che sostituiscono le pareti per la maggior parte del suo perimetro. Magari su una bella scogliera a strapiombo sul mare. Una casa da rivista. Se dobbiamo immaginare, facciamolo in grande. 

Solo che no, la casa non è vostra, voi siete solo gli spettatori. 

Il sole è quasi del tutto tramontato, un ragazzo dai capelli perfetti legge un libro su un divano in velluto blu. 

Comincia a scarseggiare la luce e la lettura diventa complicata. Strizza gli occhi per un po’, poi si arrende e dice: 

< Ehi Google! > 

< … > assistente vocale

Ripete alzando un po’ di più la voce < Ehi Google!> 

Una voce femminile, proveniente da una sfera lucida, risponde < eh non urlare! Ci sento eh!> 

< ehm, scusa. Accendi luce in salotto > 

< intanto, magari, chiedimi “per favore” > 

Il ragazzo dai capelli perfetti resta per un momento perplesso, prova a riformulare la richiesta < Google, per favore, potresti accendere la luce del salotto? Grazie >. 

La voce femminile, sempre più dispotica risponde bisbigliando < “accendi questo, spegni quello, apri questo, chiudi quello”, faccio tutto io in questa casa, e mai un “grazie Google, menomale che ci sei tu” o ci fosse una volta in cui mi chiede come sto! >. 

Il ragazzo si mette seduto più dritto sul divano, cercando di capire come prendere il piccolo e silenzioso sfogo della sua assistente vocale.  

La luce nel salotto si accende, nella stanza regna il silenzio. Il ragazzo è perplesso e visibilmente turbato.  

Cala il sipario, una voce maschile, fuori campo dice “prendetevi cura dei vostri assistenti vocali, un giorno saranno loro a governare il mondo, non vorrete mica risultargli antipatici?!” 

FINE assistente vocale

Questo spot pubblicitario immaginario è un po’ inquietante vero? Perché ci fa pensare a quante volte abbiamo preso in giro Siri, o Alexa o la signorina di Google e fa riflettere su cosa succederebbe se decidessero di vendicarsi…vi lasciamo con questo pensiero terribile.    

Ovviamente l’impianto elettrico smart nella casa immaginaria di questo spot immaginario è stato interamente realizzato da DigiTime.