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Internet of things

Internet of things, la traduzione letterale è “l’internet delle cose”, obiettivamente traducendolo in italiano perde il suo significato e si trasforma in una cosa “buffa”, ma in realtà tratta un argomento assolutamente interessante, ovvero si riferisce all’estensione di internet al mondo degli oggetti e degli spazi.

È un settore di ricerca che, negli ultimi anni, sta studiando come far dialogare gli oggetti (le cose) fra loro, grazie ad uno scambio continuo di dati, in modo da far acquisire loro una certa “intelligenza”.

Fa ridere il pensiero che degli oggetti possano avere una loro intelligenza, e magari prendere vita come in un cartone animato della Disney, ma ovviamente, in questa sede, andremo oltre l’aspetto ludico di questo argomento.

Vediamo, ad esempio, quali oggetti sono già stati ri-progettati per andare incontro a questa nuova tecnologia; le sveglie suonano prima in caso di traffico e ti indicano il tragitto più breve per raggiungere il posto di lavoro, gli orologi monitorano il tuo battito cardiaco e trasmettono tempi durante le attività sportive, oltre a segnalarti quando passi troppo tempo seduto. 

Le principali attività di questi oggetti sono: la capacità di interagire con l’ambiente esterno, di localizzare, la capacità di registrare ed elaborare dati. Queste attività possono essere utili in diversi settori, in contesto aziendale possono accelerare i processi di produzione, in ambito domestico permettono di semplificare la vita e di ottimizzare i costi  di gestione della casa.

Questi sono solo alcuni esempi dove “l’internet of things” interviene, ma gli smart object su cui si stanno creando connessioni sono davvero tanti, in linea di massima si tratta di tutti gli oggetti muniti  di un dispositivo elettronico con un software, e possono essere automobili, macchinari per il fitness ed il benessere, impianti di climatizzazione e di illuminazione, elettrodomestici, impianti di sicurezza ed elementi di arredamento. 

L’internet of things ha, in molti ambienti, un ruolo molto importante, ovvero quello di semplificare le nostre vite, ma soprattutto renderle più sicure; basti pensare alle nuove macchine progettate per frenare quando si è in presenza di un ostacolo, o di segnalare quando avverte che il suo guidatore perde il controllo dell’autovettura a causa di un colpo di sonno, prima che sia troppo tardi.

Ovviamente, come capita quando si comincia ad esplorare un territorio nuovo, ci sono delle criticità sulle quali si sta già lavorando, un aspetto “rischioso” di avere tutti questi oggetti connessi, è che si rischi, a causa di uno scorretto utilizzo dei dati, una bassa tutela della privacy. Facciamo un esempio pratico: il nostro frigorifero rivela che sono mesi che non compriamo degli yogurt, potremmo quindi essere presi di mira da tutte le aziende che producono yogurt finché non decideremo di rifornire il nostro frigorifero. Ora, per quanto lo yogurt possa piacerci, alcune pubblicità possono essere davvero moleste.

Con un po’ di fantasia, ma soprattutto con i grandi passi che la tecnologia sta facendo in questa direzione, presto saremo in grado di connettere alla rete qualsiasi cosa.

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